22 Maggio 2022

Primo maggio: morti sul lavoro, situazione drammatica, basta tagli sulla sicurezza

(Adnkronos)

La Cei, alla vigilia della festa dei lavoratori, lancia un nuovo appello perché sia fermata la strage dei morti sul lavoro.

“Nel periodo della pandemia abbiamo avuto il boom dello smart working, questo significa meno persone nei luoghi di lavoro, meno persone in viaggio per raggiungere i luoghi di lavoro. Ma paradossalmente – nota don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, in una videointervista realizzata in occasione del 1° maggio – nel 2021 abbiamo avuto 1.221 morti sul lavoro, senza contare il grande numero di lavoratori in nero e degli incidenti non denunciati. Il quadro è veramente drammatico”.

“Anche nei primi mesi del 2022 – osserva – c’è stato un aumento del 47% degli incidenti sul lavoro rispetto al 2021. Drammaticamente nei luoghi di lavoro nel momento di crisi viene visto l’investimento sulla sicurezza come qualcosa che va tagliato. Ma vedere nella sicurezza un costo è un problema grave perché significa mettere a repentaglio la vita delle persone e non comprendere che la vera ricchezza sono le persone”.

Il responsabile Cei dei temi sul lavoro ricorda che “la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro ha reso noto che gli infortuni e le malattie professionali sono anche un onere economico perché incidono sul Pil per una percentuale che va dal 3 al 6%. Questo significa che non stiamo capendo il valore culturale di un investimento sulla sicurezza del lavoro e la possibilità di garantire la massima sicurezza a tutti quelli che lavorano, soprattutto in condizioni più onerose e pesanti”. Oltre a ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro, don Bignami invita tutti all’impegno affinché “si cerchi di formare le coscienze perché questo non accada più”.