Il grande cinema d’autore che incontra i meccanismi del piccolo schermo: così è stata definita la prima (e unica) serie tv che fu ideata dal compianto David Lynch. All’alba del 1990, Twin Peaks e i suoi segreti hanno ridefinito il concetto stesso di “narrazione a episodi”, miscelando il crime con atmosfere oniriche e disturbanti. Lo show fu un successo mondiale che influenzò anche il nostro Paese.
Nei libri di studio sui vecchi e nuovi media c’è una data simbolo che segna un punto di rottura tra il passato e il futuro. È l’8 marzo del 1990. In quel giorno di 35 anni fa, in tv ha fatto capolino il primo episodio di Twin Peaks. Scritto e diretto dal genio anticonformista di David Lynch, la serie che fu tramessa sul network della ABC (e un anno dopo anche in Italia) fu un vero e proprio terremoto per tutto il comparto televisivo, tanto che i suoi echi si odono ancora oggi. La prima stagione, composta da appena 8 episodi, diventò un cult immediato. Tutti, ma proprio tutti rimasero coinvolti dalle atmosfere di una classica cittadina americana sconvolta da un crimine efferato e che aveva finito per stravolgere la sua quotidianità. Un incipit intenso e deciso che, alla fine, si è rivelato vincente. Il primo episodio fu seguito da quasi 35 milioni di telespettatori che arrivarono quasi a 40 nei successivi. Nacque così un cult senza tempo, una serie tv di rara bellezza e profondità che ha ridefinito i concetti stessi di una narrazione a episodi, mostrando come i meccanismi del cinema possono essere riprodotti anche nel piccolo schermo. La serie tv, però, a causa di un cambio di rotta durante la seconda stagione, fu cancellata senza un finale soddisfacente. Nel 2017 è tornata in tv con una terza stagione. Incompresa per una trama fin troppo complessa, ha lasciato comunque un’impronta nel panorama televisivo.
Laura Palmer, l’agente Cooper e gli abitanti di Twin Peaks
La serie ha un incipit semplice e d’impatto, ma è con lo scorrere degli episodi che gli eventi si allungano e si intrecciano, mostrando un puzzle di idee molto complesso e non facile da seguire. I segreti del titolo fanno riferimento alla morte di una giovane ragazza. Laura Palmer era ben voluta da tutti e il ritrovamento del corpo avvolto in un telo di plastica bianca lascia sconvolti gli abitanti di Twin Peaks. La sua morte però scoperchia un vero e proprio Vaso di Pandora. L’agente Cooper dell’FBI pare che sia l’unico in grado di risolvere il mistero ma la ricerca del colpevole (che arriva solo a metà della seconda stagione) fa intuire quanto la morte di Laura Palmer fa parte di un gioco ben più grande. In quella piccola città ci sono forze oniriche e sconosciute che si stanno preparando a un vero e proprio scontro. E l’agente Cooper, suo malgrado, è un tassello importante di questo infinito puzzle.
Un mistero lungo più di trent’anni
Come si può immaginare, Twin Peaks non è solo una serie mystery. È qualcosa di indefinito e che va ben oltre un genere ben preciso. Proprio per questo motivo ha trovato un tale successo perché, fino a quel momento, non si era mai visto niente del genere in tv. La morte di Laura Palmer è stato solo un espediente per indagare su tutte le sfumature dell’animo umano e per comprendere quanto siamo fragili di fronte a un potere che noi (quasi) non riusciamo a comprendere. E queste caratteristiche hanno reso tale il suo impatto nel mondo della tv di ieri. Non solo è stato un tornado in termini di ascolti ma proprio a livello linguistico ha segnato un punto di non ritorno con il passato. Quei suoi meccanismi hanno, poi, influenzato tutto l’universo televisivo e narratologico degli anni a venire. A distanza di decenni, è ancora considerata una delle serie più influenti nella storia tanto da essere un metro di paragone per moltissime serie successive incentrate sul mistero e il sovrannaturale, come: Lost, True Detective, Fargo, X-Files e molte altre.
David Lynch, genio incompreso del cinema di ieri, di oggi e di domani
Dietro questo grande successo c’è la mente (un po’ folle) di David Lynch. Il regista di Velluto Blu e tanti piccoli cult della cinematografia, in Twin Peaks ha dato libero sfogo al suo estro creativo, liberando tutte le sue paturnie più inquietanti e mostrando al pubblico come anche in tv ci possono essere serie d’autore. E Twin Peaks lo è a tutti gli effetti. Anche se la seconda parte della seconda stagione è un delirio onirico a tutti gli effetti, piace proprio per la sua surrealtà. 35 anni dal suo primo episodio, nessuno è riuscito mai ad eguagliare il potere (per nulla salvifico) di una serie come Twin Peaks. Gli episodi sono in streaming su Paramount+.