Lucio Corsi è il fuoriclasse dell’Eurovision. Tra gli artisti “trash”, ecco perché il cantante meriterebbe (almeno) la top five

Le prime due semifinali dell’Eurovision sono in onda su Rai 2. Tra gli artisti in gara spunta anche Lucio Corsi – il secondo classificato al Festival di Sanremo – che debutta sul palco di Basilea con la sua “Vorrei essere un duro”. La performance (vista nella puntata del 13 maggio) conferma il talento di un artista che non ha eguali, che si mostra al pubblico in tutta la sua convincente bravura. Ma avrà vita facile tra i grandi della musica europea?

Per gli amanti della musica, il mese di maggio c’è un appuntamento irrinunciabile. Si tratta dell’Eurovision Song Contest. La kermesse canora che celebra tutto il meglio della musica del nostro continente, nel corso degli ultimi anni si è imposta come un appuntamento irrinunciabile per il pubblico italiano dopo che aveva trovato un certo topo di snobismo da parte del pubblico e anche dai canali tv. C’è stata una vera riscoperta dell’Eurovision che ha permesso di apprezzare anche la musica di buona parte dell’Europa, e apprezzare artisti fuori dagli schemi e sonorità molto particolari. L’edizione del 2025 si svolge a Basilea, in Svizzera, dato che lo scorso anno è stato proprio il cantante rappresentante che ha trionfato (anche sulla favorita Angelina Mango).

E su quel palco pieno di luci, colori e di messaggi inclusivi è arrivato pure Lucio Corsi, insieme ai tanti artisti in gara. Nella prima delle due semifinali in onda su Rai 2 (solo il fotofinish sarà in onda su Rai 1), l’artista che è arrivato secondo al Festival di Sanremo e che ha avuto il lascia-passare per la kermesse di Basilea dopo il no di Olly, ha portato sul palco tutta la nostra italianità e tutto la fierezza di una generazione che sogna e che crede ancora nel potere salvifico della musica. E la sua “Vorrei essere un duro” racconta anche sul palco dell’Eurovision quanto sia importante non arrendersi di fronte le avversità e quanto sia giusto non cedere a una società che mercifica il talento delle persone.

L’Eurovision che ha trovato in Lucio Corsi il suo talento vero

Non è la prima volta che in festival in cui si festeggia la musica più folle e all’avanguardia, è l’Italia che porta sul palco dell’Eurovision delle hit che celebrano più da vicino le nostre tradizioni. Altri paesi puntano più a stupire che a lasciare un messaggio nel cuore del pubblico, e, cosa strana, l’Italia in questo arriva dove altri hanno fallito. Infatti, tra i cantanti che sono arrivati sul quel palco, in molti hanno puntato su vocalità, sul testo, sull’immagine invece che in uno show da tre minuti netti.

Lo ricordano le performance di Marco Mengoni, di Emma Marrone ma anche quella di Angelina Mango e, in ultima, quella di Lucio Corsi. Sconosciuto ai più fino a un anno fa, grazie alla sua partecipazione alla kermesse sanremese in molti hanno potuto apprezzare il talento puro e semplice di un cantante che vive fuori dalle logiche di mercato, ma che è stato capace di trovare una nicchia in un panorama musicale poco facile. A Sanremo è stata la sua autenticità a convincere e, proprio questa sua autenticità ha convinto il pubblico dell’Eurovision.

Un artista che meriterebbe più di una seconda possibilità

Siamo consapevoli che, per quanto Lucio Corsi sia di talento e la sua canzone abbia un significato intrinseco e molto attuale, non sarà il vincitore del festival e, forse, non sarà neanche nella top five. Si conoscono fin troppo bene le logiche dell’Eurovision. Ha sempre premiato la canzone più folle ma anche quella più politica – brucia ancora, ad esempio, la vittoria dell’Ucraina e il secondo posto dello scorso anno – e quindi, per come stanno messe le cose, Lucio Corsi potrebbe non posizionarsi a dovere nella classifica.

Invece, è proprio lui che, più di tutti, meriterebbe più spazio. Non solo perché la sua canzone è una vera hit ma perché è la sua personalità che si sposa con le intenzioni del festival. Ma per un festival del genere – e bisogna ammetterlo – non ha la hit giusta. Si perde tra tante canzonette che sono più orecchiabili ma tutto questo non impedisce a nessuno di sognare una vera e propria rivincita.

In un festival di musica trash, “Vorrei essere un duro” vince a mani basse

Dopo le performance dell’Islanda, della Spagna (che ha convinto), quelle della Croazia e del Belgio, Lucio Corsi entra in punta di piedi sul palco ma è fiero di ciò che ha creato nel corso degli ultimi mesi. Lui, in realtà, è il vincitore morale di questa edizione. L’unico che ha una canzone vera e sincera, che parla a noi e a chi si sente fuori posto in un mondo di duri.