Visivamente forte e potente. Una serie tv che ha saputo eguagliare il grande cinema. Si è distinta perché, in barba a ogni possibile critica, ha raccontato l’Italia e la nascita del Fascismo. Lo ha fatto con un piglio fermo e deciso. Nonostante ciò, secondo le recenti dichiarazioni di Antonio Scurati, pare che M, il figlio del secolo potrebbe non avere una seconda stagione. A fronte di un buon successo di pubblico e critica, potrebbero esserci anche ingerenze politiche: ecco cosa sta succedendo.
Fin da quando, lo scorso mese di gennaio, ha debuttato in tv il primo episodio di M, il figlio del secolo, in molti sono rimasti affascinati dall’adattamento televisivo di romanzo di Antonio Scurati (vincitore del premio Strega). Il libro racconta la nascita del Fascismo in Italia attraverso la figura di Benito Mussolini. Il romanzo è stato trasportato in tv da Joe Wright che è riuscito a fotografare la bellezza stessa del romanzo. Inoltre, ha regalato al pubblico un’immagine schietta, vivida e sincera di Mussolini. Un’immagine che non si discosta poi così tanto dalla realtà. Proprio per questo, M, il figlio del secolo è stata etichettata come una serie scomoda perché ha raccontato il regime. Il regime che ha travolto l’Italia nel primo dopoguerra dal suo interno, evidenziando tutte le incongruenze di un partito che è perpetrato nel nostro immaginario collettivo.
M, il figlio del secolo: cosa ha detto Antonio Scurati
Con una punta di amarezza, proprio Scurati, ospite a Giffoni film Festival, ha fatto sapere che è molto probabile che non ci sarà una seconda stagione della serie. La serie è disponibile su Sky e in streaming solo su NOW. Si tratta di un’affermazione che ha colto di sorpresa molti. Soprattutto alla luce delle precedenti dichiarazioni ottimiste da parte di Sky. Ai microfoni di SuperGuidaTV, Scurati ha espresso tutta la sua perplessità riguardo alla sorte del progetto. “È abbastanza incredibile che una serie di questa bellezza e potenza non abbia una seconda stagione. Basta vedere l’accoglienza critica all’estero, tutti gridano al capolavoro al netto di qualsiasi polemica politica. Polemica ideologica. È molto probabile che non avrete notizie di una seconda stagione. Poi bisogna chiedersi perché“, ha dichiarato lo scrittore.
Nonostante il successo della serie e l’interesse internazionale suscitato (Mubi ha acquisito i diritti per diversi territori, tra cui il Nord America, per distribuirla sulla piattaforma), pare che il progetto potrebbe interrompersi qui. La notizia, peraltro, contrasta con quanto affermato pochi mesi fa da Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios per l’Italia, durante la conferenza stampa di presentazione della serie. Ne stiamo parlando, stiamo dibattendo su diverse soluzioni e idee. “È prematuro parlare di quali idee si tratta. Posso dire che lato Sky c’è tutta la volontà di dare seguito a questa meravigliosa avventura. A titolo personale, da tedesco nato in Germania e cresciuto in Italia, penso che dopo il film La zona di interesse. Mi ha riavvicinato al tema della rimozione, sarebbe folle non dare un seguito a questa seconda parte“, ha affermato.
M, il figlio del secolo: Scurati che parla di censura al Festival dei più giovani
Al Giffoni Film Festival, Scurati ha avuto un confronto molto partecipato con i ragazzi della sezione Impact!, che gli hanno rivolto domande dirette e curiose. L’incontro, ha toccato temi delicati come la censura e l’autocensura. “Censure micro che si consumano all’interno delle persone, nella loro coscienza. L’individuo inizia a censurare se stesso. Non solo ho subito forme di censura meno manifeste, ma anche più gravi, che non sono diventate pubbliche. Ora, se devo scrivere o parlare in tv, mi chiedo: ‘Lo dico o non lo dico?’. E quasi sempre lo dico. Tuttavia, se ti arrivano lettere minatorie a casa, questo condiziona la mia vita”, ha riflettuto lo scrittore.
