Appendino lascia la vicepresidenza M5S: “Per amore della mia casa politica, rimetto l’incarico”

Si dimette Chiara Appennino M5S

Una scelta sofferta che apre un dibattito interno nel Movimento 5 Stelle. Appendino: “Serve una svolta radicale per tornare a rappresentare chi si sente ai margini”

Chiara Appendino si dimette da vicepresidente del M5S: “È e resterà la mia casa politica”

Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e figura di riferimento del Movimento 5 Stelle, ha annunciato le sue dimissioni da vicepresidente del M5S con un lungo post sui social. Una decisione che scuote gli equilibri interni del movimento e apre una riflessione profonda sull’identità politica dei pentastellati.

“Il Movimento 5 Stelle mi ha accolta quando ero poco più di una ragazza. È qui che ho imparato a mettermi al servizio della mia comunità. È, e resterà sempre, la mia casa politica. Ed è proprio per amore di questa casa che ho deciso di rimettere il mio incarico.”

Appendino parla di una scelta sofferta, ma necessaria, in un contesto politico dove “troppi restano aggrappati alla poltrona”. Il suo gesto vuole essere un segnale forte: il Movimento deve tornare a parlare al Paese, soprattutto a chi si sente escluso e disilluso.

Appendino: “Il M5S non intercetta più chi è ai margini. Serve una svolta”

Nel suo messaggio, la deputata denuncia la difficoltà del Movimento nel rappresentare le fasce più fragili della società. Dopo i risultati deludenti alle regionali, Appendino invita a una riflessione interna:

“Il problema non è fuori da noi. Il problema è nella nostra identità, nella direzione politica, nel modo in cui stiamo parlando – o non parlando – al Paese.”

Secondo Appendino, il M5S ha perso la capacità di trasformare la rabbia sociale in speranza e riscatto. E questo, sottolinea, “non è normale”.

“Non possiamo essere l’alternativa e il puntello del sistema”

Appendino ribadisce la sua fede nel progetto dei progressisti indipendenti, ma denuncia una deriva verso equilibri di palazzo e compromessi che snaturano la missione originaria del Movimento:

“Se ci normalizziamo, smettiamo di essere ciò che siamo nati per essere.”

La deputata richiama l’urgenza di tornare a dare voce a chi vive nei mercati, nelle periferie, davanti ai cancelli delle fabbriche, ai piccoli imprenditori e alle partite IVA. La vera sfida, dice, è riconquistare la fiducia di chi non vota più.

Il confronto interno e le tensioni con la leadership

La decisione è stata comunicata durante una riunione del Consiglio nazionale durata sette ore, alla presenza di Giuseppe Conte. Appendino ha spiegato le sue ragioni, sottolineando che il suo incarico sarebbe comunque scaduto a breve con il via libera al “Conte bis”.

“Ho portato problemi concreti. Il Movimento non riesce più a dare speranza a chi è escluso. Se si continua ad autoassolversi e a proseguire con l’alleanza col PD, io non mi sento più di essere vice di questa direzione.”

Alcuni membri del Consiglio hanno criticato il tempismo della sua uscita, ritenendolo inopportuno alla vigilia di appuntamenti elettorali cruciali. Si parla anche di un’indagine interna per capire chi abbia fatto trapelare la notizia.

Appendino: “Solo un M5S con le mani libere può cambiare il Paese”

Nel suo post conclusivo, Appendino rilancia la visione di un Movimento radicale, coerente e libero da compromessi:

“Solo un Movimento 5 Stelle con le mani libere, con una forte identità, può essere davvero parte di un fronte progressista capace di cambiare le cose e battere la destra di Meloni.”

Conclude con un messaggio di impegno e appartenenza: “Io ci sarò, con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre. Insieme, nella nostra casa comune. Viva il Movimento 5 Stelle!”

Le dimissioni di Chiara Appendino rappresentano un punto di svolta per il Movimento 5 Stelle. Un gesto che potrebbe aprire una nuova fase di confronto interno, ma anche di ridefinizione dell’identità politica. In un panorama dove la fiducia dei cittadini è sempre più fragile, il M5S è chiamato a ritrovare la sua voce e la sua missione originaria.