Il ministro Tajani a Nuova Delhi per sostenere la candidatura della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale UNESCO. Tradizione, sostenibilità e identità del Made in Italy.
La missione del ministro Tajani in India
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani a Nuova Delhi per partecipare alla riunione UNESCO che esaminerà la candidatura de “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bio-culturale”.
Un riconoscimento che l’Italia attende da tempo e che punta a celebrare la sua identità gastronomica nel mondo.
La proposta è stata presentata dal Collegio Culinario Associazione Culturale per l’Enogastronomia Italiana, insieme a Casa Artusi, Accademia della Cucina Italiana e alla storica rivista La Cucina Italiana.
Valori italiani: sostenibilità e tradizione
La candidatura non riguarda solo i piatti iconici, ma lo stile di vita italiano a tavola:
- convivialità e accoglienza
- educazione alimentare
- lotta allo spreco
- uso responsabile delle risorse
- biodiversità gastronomica
Secondo la Farnesina, la cucina italiana rappresenta un modello di sostenibilità ambientale e culturale, capace di unire generazioni e comunità diverse.
L’importanza dell’UNESCO per il Made in Italy
Oggi sono 788 gli elementi riconosciuti come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel mondo, di cui 19 italiani (più uno nel Registro delle Buone Pratiche).
L’ingresso della cucina italiana nella lista significherebbe:
- tutela e valorizzazione della tradizione culinaria italiana
- maggiore visibilità internazionale
- sostegno alle imprese agroalimentari italiane
- promozione della cultura italiana nel mondo
Un vero biglietto da visita globale del Made in Italy:
non solo cibo, ma identità, creatività e saper fare.
Un voto atteso da tutto il Paese
Il verdetto dell’UNESCO è atteso a breve.
Per l’Italia sarebbe un riconoscimento storico: la prima volta che la nostra cucina, simbolo di un Paese amato nel mondo, verrebbe dichiarata patrimonio dell’umanità.
Una vittoria non solo per gli chef e le aziende del settore, ma per tutti gli italiani.


