Le icone di Hollywood continuano a giocare un ruolo fondamentale nel dibattito pubblico.
Tra queste, Glenn Close è emersa recentemente per alcune dichiarazioni particolarmente affilate, posizionandosi come una delle voci critiche più autorevoli nei confronti dell’amministrazione guidata da Donald Trump.
L’attrice di Attrazione Fatale, nota per la sua eleganza e la sua riservatezza, ha rotto il silenzio per commentare non solo le politiche presidenziali, ma anche la cultura che esse alimentano.
Uno dei punti di rottura più evidenti è avvenuto in risposta alle dichiarazioni della cerchia di Trump, in particolare riguardo ai commenti sprezzanti verso le donne senza figli (le cosiddette “gattare senza figli”).
Close ha risposto con ironia e fermezza sui social media, pubblicando una foto con il suo gatto Eve e sottolineando come tali etichette siano offensive e riduttive per il ruolo della donna nella società moderna.
Il rapporto tra la Close e l’entourage di Trump è complesso, specialmente a causa del suo ruolo nel film Elegia Americana (tratto dal libro di JD Vance).
Nonostante abbia interpretato magistralmente la nonna del futuro Vicepresidente, l’attrice ha voluto distanziarsi dalle derive ideologiche della destra radicale. In recenti interviste, ha ribadito:
Contrastando la retorica divisiva della Casa Bianca.
Esprimendo preoccupazione per le restrizioni sulle libertà individuali e sulla salute riproduttiva.
Collegando la sua esperienza passata (il suo vissuto in una setta religiosa durante la giovinezza) alla “misoginia latente” che vede riaffiorare in certa politica odierna.
La Close non si limita a una critica partitica superficiale. La sua opposizione a Trump sembra radicata in una profonda analisi psicologica del potere.
Avendo vissuto per 15 anni sotto il controllo del gruppo “Moral Re-Armament”, l’attrice ha dichiarato di riconoscere i segnali del controllo mentale e della manipolazione delle masse, elementi che ha spesso accostato allo stile comunicativo del tycoon.
“Non si tratta solo di politica, ma di dignità umana e della capacità di guardare l’altro senza pregiudizi,” sembra essere il messaggio sottinteso di ogni sua recente apparizione pubblica.
In un’America che si avvicina a nuove sfide istituzionali, la voce di Glenn Close si conferma quella di una “coscienza critica” che non ha paura di sfidare il potere costituito, preferendo la verità della propria esperienza alla comodità del silenzio.


