La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto il punto di rottura. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlerà oggi alle 17:00 (ora di Washington) dalla Casa Bianca per aggiornare la nazione e il mondo sull’operazione militare in corso contro il regime di Teheran.
In un clima di estrema incertezza globale, il Tycoon ha anticipato i toni del suo discorso con una dichiarazione al vetriolo rilasciata ai cronisti: “Stiamo massacrando l’Iran. Presto arriverà la grande ondata”.
In un’intervista esclusiva rilasciata alla CNN poche ore fa, Trump si è mostrato estremamente fiducioso sull’esito delle operazioni belliche. Nonostante le critiche internazionali e i timori di un conflitto su larga scala, il Presidente ha ribadito che la strategia di “massima pressione militare” sta portando i frutti sperati.
“Sta andando tutto molto bene, meglio di quanto chiunque potesse immaginare,” ha dichiarato Trump. “Siamo precisi, siamo forti e non ci fermeremo finché la minaccia non sarà del tutto sradicata.”
Droni su Cipro: l’attacco intercettato
Mentre la Casa Bianca prepara il podio, dal Mediterraneo arrivano notizie di nuovi focolai di scontro. Secondo quanto riportato dall’ANSA, sono stati intercettati due droni diretti verso la base della Royal Air Force (RAF) di Akrotiri, a Cipro.
La base britannica, snodo strategico fondamentale per le operazioni in Medio Oriente, è stata messa in stato di massima allerta.
L’attacco, attribuito a milizie pro-iraniane, non avrebbe causato vittime o danni strutturali grazie al pronto intervento dei sistemi di difesa aerea, ma conferma che il conflitto si sta pericolosamente allargando oltre i confini del territorio iraniano.
L’offensiva, condotta in coordinamento con le forze israeliane, ha già portato a risultati devastanti per la leadership di Teheran.
Fonti dell’intelligence suggeriscono che l’operazione miri a:
Neutralizzare i siti nucleari rimasti attivi.
Decapitare i vertici dei Pasdaran (le Guardie della Rivoluzione).
Smantellare le infrastrutture missilistiche utilizzate per minacciare gli alleati regionali.
L’attesa per il discorso delle 17:00 è altissima. Molti analisti si chiedono se la “grande ondata” preannunciata da Trump indichi l’inizio di un’invasione di terra o un massiccio attacco informatico e missilistico volto a far cadere definitivamente il regime.


