L’amore è un sentimento così forte e potente che quando fa ingresso nella propria esistenza è in grado di travolgerci grazie alle sue emozioni intense che vale la pena vivere. Ogni volta che si ama, si sente davvero quanto l’amore possa essere rivoluzionario nella nostra vita.
Esse ci mettono in contatto con la parte più autentica del nostro essere contribuendo a renderci più vivi e colorando di sfumature inedite la propria esistenza. Ne abbiamo piena testimonianza di ciò immergendoci tra le pagine del romanzo “Breve ma intenso” della regista e scrittrice Debora Scalzo, edito da Santelli.
I protagonisti di questa storia travolgente, Debora una giovane regista sognatrice e Salvatore, un autorevole e rispettato colonnello dell’Arma dei carabinieri, con la loro storia densa di passione e sentimenti nobili e autentici consentono di intraprendere un vero e proprio viaggio tra le innumerevoli sfaccettature dell’amore che non risparmia dolore e che invoglia ad armarci di pazienza e coraggio per fare il pieno di emozioni che ci tengono in vita nei momenti più difficili della propria esistenza.
Di questo romanzo che celebra la connessione tra anime elette, del coraggio di amare conversiamo piacevolmente con Debora Scalzo in questa intervista accurata e ispiratoria.
Debora, partiamo dall’origine, com’è nata l’ispirazione per scrivere Breve ma intenso?
L’ispirazione è nata dal mio desiderio di raccontare il lato umano di chi ogni giorno indossa una divisa. Ho sempre ammirato l’Arma dei Carabinieri, il loro coraggio silenzioso, i sacrifici che fanno senza clamore. Ma volevo anche esplorare cosa accade quando l’uomo dietro la divisa incontra qualcuno capace di farlo sentire vivo, vulnerabile, finalmente umano. Nasce così Breve ma intenso: un omaggio a chi serve con onore, ma anche una riflessione sull’amore, sulle occasioni mancate e sulla capacità di lasciarsi cambiare dalle emozioni.
Tra Debora e Salvatore si instaura una vera e propria connessione tra anime elette? Come definirle?
Sì, è una connessione che va oltre le parole e le circostanze. Non è solo attrazione, né semplice intesa. È una sorta di riconoscimento dell’altro, un incontro tra due esseri che si comprendono senza spiegazioni. Potrei definirla un legame di anime che si scelgono silenziosamente, un contatto profondo che spinge entrambi a guardarsi dentro, a sfidare le proprie paure e i propri limiti. Si scelgono semplicemente perché sono Debora e Salvatore, non la regista e il colonnello.

Cosa rende speciale questo tipo di rapporto?
È la sua impossibilità apparente. È la tensione tra ciò che desiderano e ciò che la vita permette loro. Questo rapporto è speciale perché insegna che l’amore non è mai comodo, né semplice. Ti scuote, ti mette alla prova, ti rende vivo. La forza di un legame così non sta nella certezza, ma nella profondità con cui riesce a toccare le corde più intime dell’anima.
Nel tuo romanzo insita è la tematica del duello tra ragione e sentimento? È possibile trovare un equilibrio tra queste due dimensioni umane?
Assolutamente. Salvatore è l’incarnazione della ragione, della disciplina, del dovere. Debora rappresenta il sentimento, l’istinto, la capacità di vivere pienamente ogni emozione. Il loro incontro mette in scena il conflitto eterno tra cuore e mente. L’equilibrio è raro, fragile, eppure possibile: nasce quando si accetta che il sentimento non è debolezza e che la ragione non è prigione. In Breve ma intenso questo equilibrio si costruisce tra sguardi, silenzi e attimi che cambiano tutto.
L’amore richiede davvero coraggio come scrivi nel tuo romanzo?
Sì, ogni volta che si ama davvero, si rischia. Si rischia di soffrire, di essere fraintesi, di perdere. L’amore vero non è comodo, non è prevedibile. Richiede coraggio, perché implica spogliarsi di ciò che pensiamo di essere, mettere a nudo le proprie fragilità e permettere a qualcun altro di toccarle. È un atto di fiducia radicale.
Quanto di Debora Scalzo è possibile rintracciare in Breve ma intenso?
Molto. Debora, la protagonista, porta con sé la mia idea di libertà emotiva, la mia scelta di amare senza bisogno, di vivere seguendo l’istinto del cuore. Ho messo in lei la mia curiosità, la mia passione per le storie intense, il mio modo di osservare le persone e di cercare la verità dietro ogni comportamento. Ma è anche un personaggio che vive al di là di me: è coraggiosa, fragile, imperfetta e sorprendentemente vera, come tutti noi.
A chi consigli la lettura di Breve ma intenso?
A chi non ha paura di sentirsi vulnerabile. A chi crede nelle seconde possibilità, nelle emozioni che cambiano la vita, nei legami che sfidano il destino. A chi ama le storie dove l’amore non è semplice, dove le persone non sono solo eroi o vittime, ma esseri umani con ombre e luce. A chi vuole emozionarsi, riflettere e lasciarsi trasportare in un viaggio che resta dentro.
Progetti futuri?
Sto lavorando a un grande progetto cinematografico, Oltre la divisa, di cui sono regista e sceneggiatrice, dedicato all’Arma dei Carabinieri. Se nel libro il protagonista è un colonnello, nel film sarà un generale, comandante provinciale, al centro di una storia intensa ambientata a Catania. Il film racconta la lotta contro la criminalità organizzata, ma soprattutto vuole dare valore e visibilità al coraggio, alla dedizione e all’umanità degli uomini e delle donne in divisa e ai vari reparti di eccellenza dell’Arma dei Carabinieri. Raccontare questi grandi uomini oltre le medaglie, oltre la corazza, oltre la divisa. Ringrazio per questo il Comando Generale per la collaborazione e la fiducia nel progetto.
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