Tensione in Libano: Colpi di Avvertimento contro Convoglio Italiano UNIFIL

Antonio Tajani su Silvio Berlusconi



Un nuovo, grave episodio scuote il contingente italiano in Libano.

Un convoglio logistico dell’operazione UNIFIL è stato bersaglio di colpi di avvertimento esplosi dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) mentre si trovava a circa due chilometri dalla base di partenza di Shama.

Il convoglio, composto da diversi mezzi tra cui il veicolo tattico leggero Lince, era diretto verso Beirut per trasportare personale destinato al rimpatrio. Secondo le prime ricostruzioni, i proiettili hanno colpito direttamente gli pneumatici e il paraurti di uno dei mezzi italiani.

Fortunatamente, l’azione non ha causato feriti tra i militari, ma la violenza dell’atto ha costretto l’intera colonna a interrompere la missione e a fare immediatamente rientro alla base.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito l’accaduto durante il question time alla Camera dei Deputati, usando toni di estrema fermezza.

Il Ministro ha sottolineato come l’incidente sia avvenuto nel contesto di una massiccia escalation militare, definita come “il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra”, con raid che hanno colpito duramente Beirut, Sidone e Tiro.

“Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani,” ha dichiarato Tajani. “La nostra priorità è la sicurezza degli oltre mille soldati impegnati nella missione UNIFIL e Mibil. Su questo saremo inflessibili.”

La risposta diplomatica dell’Italia è stata immediata:
Il Ministero degli Esteri ha richiesto spiegazioni urgenti all’ambasciatore d’Israele a Roma.

È stato ribadito che i “caschi blu” dell’ONU operano sotto mandato internazionale e non devono essere oggetto di attacchi o intimidazioni.

Tajani ha espresso rammarico per il mancato accoglimento degli appelli alla moderazione lanciati dalla Presidenza del Consiglio italiana e dai leader internazionali.

L’episodio aggrava ulteriormente il clima di incertezza in una regione già martoriata, mettendo a rischio i delicati equilibri della missione di pace in un momento di massima allerta per la sicurezza dei civili e del personale internazionale.