Il generale Roberto Vannacci ha scosso la Lega in vista delle prossime elezioni regionali in Toscana.
L’europarlamentare, eletto nelle liste di Matteo Salvini ma non iscritto al partito, ha espresso il suo disappunto per la scelta della candidata governatrice leghista, Elena Meini, attuale capogruppo in Consiglio regionale. Durante una trasmissione televisiva, Vannacci ha dichiarato: “Se squadra che vince non si cambia, squadra che non vince, evidentemente bisogna cambiarla”.
Vannacci ha criticato sia il merito che il metodo della scelta di Meini, affermando di non essere stato coinvolto nel processo decisionale. “Non è vero che sono stato coinvolto. Io sono stato chiamato dal segretario regionale Baroncini quando lui aveva già terminato la sua strategia,” ha spiegato Vannacci. Il generale ha poi aggiunto che non si schiererà con una squadra alla quale non ha contribuito minimamente e che ha una strategia che probabilmente non potrebbe condividere.
Vannacci non ha escluso la possibilità di correre con una propria lista, con i candidati del movimento “Il mondo al contrario”. “Vedremo, la sorpresa è un principio dell’arte della guerra,” ha dichiarato enigmaticamente. Questa mossa potrebbe creare non pochi grattacapi alla Lega, già alle prese con tensioni interne e contrasti con gli alleati del centrodestra.
Le dichiarazioni di Vannacci hanno suscitato reazioni immediate all’interno del partito. Susanna Ceccardi, candidata governatrice per il centrodestra nel 2020, ha smentito le affermazioni di Vannacci, sostenendo che il generale era stato consultato ma non aveva fornito nomi. Vannacci ha risposto ricordando che grazie ai voti ottenuti, la Lega ha qualche europarlamentare in più.
La situazione in Toscana rappresenta un banco di prova cruciale per la Lega, che dovrà affrontare non solo le sfide elettorali, ma anche le tensioni interne e le possibili candidature autonome. La decisione di Vannacci di correre da solo potrebbe avere un impatto significativo sugli equilibri politici regionali e nazionali. Solo il tempo dirà se questa mossa si rivelerà vincente o se contribuirà a frammentare ulteriormente il panorama politico del centrodestra.












