Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, continua la sua crociata contro le politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) delle grandi aziende tecnologiche. Dopo aver preso di mira Amazon e Meta, ora è il turno di Apple. Trump ha chiesto alla società di Cupertino di eliminare le sue politiche DEI, sostenendo che queste norme siano discriminatorie e che sminuiscano le assunzioni basate sul merito.
In un post pubblicato su Truth Social, il social network fondato dall’ex presidente, Trump ha dichiarato: “Apple deve sbarazzarsi delle norme DEI, non limitarsi agli aggiustamenti. DEI è fuori, il merito è dentro.” La richiesta di Trump arriva a poche ore di distanza dall’assemblea annuale degli azionisti di Apple, durante la quale è stata respinta una proposta simile avanzata dal National Center for Public Policy Research, un think tank conservatore.
Nonostante le pressioni, Apple ha ribadito il suo impegno verso le politiche di diversità, equità e inclusione. Il CEO Tim Cook ha dichiarato che la diversità è un elemento chiave per il successo dell’azienda e che continueranno a lavorare per creare un ambiente inclusivo per tutti i dipendenti. Cook ha anche annunciato un investimento di 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti e la creazione di 20.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni, un impegno accolto positivamente da Trump.
La richiesta di Trump ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, alcuni vedono la mossa come un’opportunità per ridurre i rischi legali e finanziari associati alle politiche DEI. Dall’altro, critici e attivisti per i diritti civili temono che l’eliminazione di queste norme possa portare a un ambiente di lavoro meno inclusivo e più discriminatorio.
La battaglia di Trump contro le politiche di diversità delle grandi aziende tecnologiche continua a suscitare dibattiti e polemiche. Mentre Apple si impegna a mantenere le sue iniziative DEI, la pressione politica e legale potrebbe portare a ulteriori cambiamenti nel panorama aziendale americano.
