Un’aula di Montecitorio gremita e solenne ha reso oggi omaggio a Papa Francesco, in una commemorazione che ha saputo unire spiritualità,
memoria e anche momenti di tensione politica. L’evento, carico di emozione, si è concluso con una lunga standing ovation,
segno di un riconoscimento trasversale al pontefice e al suo messaggio di pace, dialogo e solidarietà.
Nel corso della cerimonia, deputati e senatori hanno ricordato le parole e i gesti di Francesco che più hanno lasciato il segno in questi anni:
dai continui appelli contro le guerre alla vicinanza agli ultimi, fino al suo instancabile invito alla fraternità tra i popoli.
Diversi esponenti politici hanno voluto raccontare aneddoti personali o riflessioni tratte dai discorsi del Papa,
sottolineando la sua capacità di “parlare a tutti”, anche fuori dai confini della Chiesa.
Ma non sono mancate le frecciate incrociate tra i banchi. Alcuni parlamentari hanno colto l’occasione per rivendicare una maggiore coerenza tra il messaggio del Papa e le scelte politiche italiane,
sollevando temi come l’accoglienza dei migranti, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente. Interventi che hanno suscitato mormorii, qualche applauso isolato e anche momenti di gelo.
A chiudere la seduta è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha pronunciato un discorso breve ma incisivo.
“Il Santo Padre ci ricorda ogni giorno che la politica è servizio, non potere.
Oggi gli rendiamo omaggio con gratitudine e impegno rinnovato,” ha detto, evitando polemiche e richiamando tutti alla responsabilità comune per la pace.
L’omaggio a Papa Francesco ha rappresentato non solo un momento istituzionale di grande rilievo, ma anche uno specchio delle tensioni e delle speranze che attraversano il Paese.
Un’aula parlamentare, almeno per un giorno, unita nel rendere onore a una figura che continua a influenzare il dibattito globale.












