Una Storia di padri, figli e veleni: La battaglia dei Giordano contro
l’avvelenamento della Terra dei Fuochi
Il legame tra padre e figlio, descritto da Pino Aprile come un’adozione del cuore e una scelta che si santifica nell’esempio, è il cuore della storia di Giovan Giacomo e Antonio Giordano. Due scienziati, uniti da una battaglia decennale per la verità e la giustizia, hanno dedicato la loro vita a smascherare l’avvelenamento della Terra dei Fuochi. Il loro coraggio non solo onora un legame familiare, ma serve da faro per una scienza messa al servizio del popolo.
Quarant’anni fa, il professor Giovan Giacomo Giordano, all’epoca direttore scientifico dell’istituto oncologico “Pascale” di Napoli, affrontò l’indifferenza e l’ostilità del suo tempo. Le sue ricerche, pubblicate in un libro, svelarono la devastante correlazione tra i rifiuti tossici e l’aumento dei decessi per cancro nella regione campana. Questa regione sarebbe poi stata tristemente nota come la Terra dei Fuochi.
La sua integrità non gli portò riconoscimenti, ma piuttosto l’etichetta di “uno che cerca guai”. La denuncia di irregolarità all’interno del suo stesso istituto, che portò all’arresto di tre membri del consiglio di amministrazione, scatenò una serie di rappresaglie. Sottoposto a una commissione ministeriale guidata da Umberto Veronesi, un sostenitore dei termovalorizzatori, Giovan Giacomo Giordano fu costretto a lasciare il “Pascale”. L’allarme che aveva lanciato sarebbe stato ignorato per anni, finché l’emergenza rifiuti non sarebbe esplosa in tutta la sua drammatica evidenza.
Il testimone di questa coraggiosa battaglia è stato raccolto dal figlio, Antonio Giordano. Oncologo e direttore dello Sbarro Institute for cancer research and molecular medicine della Temple University a Filadelfia, Antonio Giordano ha co-scritto con Paolo Chiarello il libro “Monnezza di Stato”. Questo testo non è solo la continuazione delle ricerche paterne. È un’accusa formale e scientifica che smonta le tesi di chi nega la correlazione tra inquinamento e salute pubblica.
Il libro demolisce l’argomento secondo cui, non potendo dimostrare scientificamente che la morte di un singolo individuo sia causata specificamente dalle discariche, non si possa stabilire un nesso causale generale. La tesi di Antonio Giordano è chiara e inconfutabile. Sebbene non si possa attribuire la morte di una singola persona a un veleno specifico, è innegabile che questi veleni, riconosciuti come tali, portino a un’incidenza significativamente maggiore di malattie.
L’opera confuta l’idea di attribuire queste morti a presunti “stili di vita” insalubri. Questa argomentazione è particolarmente assurda e crudele quando riguarda bambini e neonati. “Monnezza di Stato” è un’arma di conoscenza che sfida l’ignoranza e l’indifferenza. Un testo che offre una verità scomoda ma necessaria.
L’articolo di Pino Aprile si conclude con una riflessione profonda: il comandamento di “onorare il padre” si realizza pienamente quando un figlio prosegue con coraggio la battaglia del genitore. Antonio Giordano ha dimostrato di essere degno dell’onore di portare avanti l’eredità di Giovan Giacomo. Ha portato la lotta a un livello ancora più elevato, offrendo una “scienza a servizio del popolo”.
“Monnezza di Stato” è un’opera fondamentale che tutti dovrebbero leggere. Come sottolinea Aprile, “senza conoscenza non c’è coscienza”. In un’epoca in cui la verità è spesso oscurata da interessi economici e politici, il libro dei Giordano e di Chiarello rappresenta un faro di speranza. Questo soprattutto per chi crede che la scienza e l’onestà possano vincere la battaglia contro la corruzione e la negligenza.














