Le opposizioni protestano su Gaza: ‘Occupata l’Aula, senza un voto non si va avanti’


Una giornata di forte tensione quella di ieri alla Camera dei Deputati. Qui le opposizioni, unite per la prima volta su un tema di politica estera, hanno bloccato i lavori parlamentari. Lo hanno fatto per protestare contro la gestione del governo della crisi in Medio Oriente e in particolare della situazione a Gaza.

La protesta, che ha visto l’occupazione dell’Aula, ha l’obiettivo di ottenere un dibattito con voto finale. Questo è ritenuto indispensabile per dare una posizione chiara del Parlamento italiano.

Il M5s, attraverso le dichiarazioni dei suoi esponenti, ha ribadito che non sono più sufficienti le semplici “informative” del governo. Chiede un’azione concreta e una presa di posizione più netta. La linea è stata sostenuta anche dal Partito Democratico (Pd), Italia Viva (Iv) e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). Questi partiti hanno insorto a loro volta, chiedendo di non procedere con i lavori finché non verrà data risposta alle loro richieste.

La protesta ha portato il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a convocare una riunione dei capigruppo. L’obiettivo è cercare una mediazione e sbloccare la situazione. La richiesta principale è quella di un dibattito che si concluda con una votazione, a cui la maggioranza finora si è opposta. La mozione unitaria presentata in passato dalle stesse forze di opposizione era stata respinta. Tuttavia, la situazione attuale a Gaza ha riacceso il dibattito e ha spinto i partiti a una nuova e più forte mobilitazione.

Le forze di opposizione chiedono al governo di sostenere sanzioni più severe contro Israele. Chiedono anche di non inviare armi e di riconoscere lo Stato di Palestina, posizioni che la maggioranza ritiene eccessive o controproducenti. L’obiettivo della protesta è costringere il governo a uscire da quella che le opposizioni considerano una posizione troppo timida e ambigua. Mira a prendere una decisione più coraggiosa e decisa a livello internazionale.