Pavia: il Riesame di Brescia annulla i sequestri per Venditti e pm Mazza

Il Riesame annulla i decreti di sequestro

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato i sequestri nei confronti del pm di Milano Pietro Paolo Mazza e dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. Entrambi sono indagati per peculato e corruzione nell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Pavia”.
La decisione stabilisce la restituzione di cellulari, computer, hard disk e altro materiale informatico. Questi materiali erano stati disposti in seguito al decreto firmato lo scorso 8 ottobre dal procuratore capo di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola.

📱 Dispositivi restituiti al pm Mazza, ma non a Venditti

I dispositivi elettronici sequestrati a Mazza torneranno ora nella sua piena disponibilità. Tuttavia, la situazione per Mario Venditti è diversa. Per lui il materiale informatico resta sotto sequestro poiché pende un secondo decreto legato al caso Garlasco, tuttora in corso. Questo caso continua ad avere implicazioni a Pavia.

⚙️ Le accuse della Procura di Brescia

Secondo gli inquirenti, i magistrati avrebbero ricevuto “varie utilità” — come pranzi presso il ristorante Lino, automobili a prezzi ridotti e manutenzioni gratuite —. Ciò sarebbe avvenuto in cambio dell’affidamento privilegiato di appalti a due società:

  • Esitel, per il noleggio di apparati di intercettazione;
  • Cr Service, per il noleggio di autovetture destinate anche a usi privati.

Tali affidamenti sarebbero stati considerati atti contrari ai doveri d’ufficio e sproporzionati rispetto alle reali esigenze investigative.

⚖️ Il Riesame dà ragione alla difesa

Il collegio presieduto dal giudice Giovanni Pagliuca ha accolto i ricorsi presentati dalle difese. Gli avvocati Massimo Dinoia (per Mazza) e Domenico Aiello (per Venditti) li rappresentavano.
Il tribunale ha evidenziato lacune e genericità nei decreti di sequestro. Queste lacune erano già rilevate in precedenza anche nel parallelo procedimento sul delitto di Garlasco, dove Venditti figura come presunto corrotto. Questo è un esempio significativo della complessità del “Sistema Pavia”.

🧾 Prossimi sviluppi

Il secondo Riesame per Mario Venditti, relativo al caso Garlasco, sarà fissato nei prossimi giorni.
La decisione odierna rappresenta però un importante passo a favore delle difese nel quadro dell’inchiesta sul presunto “Sistema Pavia”. Questa inchiesta ha coinvolto anche alcuni ex carabinieri, tra cui Giuseppe Sposo e Silvio Sapone, già destinatari di analoghi annullamenti. La città di Pavia continua ad essere al centro di questo complesso quadro giudiziario.

Pavia: difesa Venditti, ‘spero pm si occupino di cose serie, vuoto pneumatico di indizi’

“Mi aspetto che si occupino di cose serie piuttosto che incancrenirsi su questa vicenda. Mi aspetto anche che qualcuno che deve vigilare intervenga e che qualcun altro la smetta di andare nei talk show. Bisogna rasserenare i toni”. L’avvocato Domenico Aiello, difensore dell’ex procuratore aggiunto Mario Venditti, commenta così il Riesame di Brescia.

Quest’ultimo ha annullato il decreto di sequestro disposto dalla locale Procura nell’inchiesta sul cosiddetto ‘sistema Pavia’. Un annullamento a cui il legale spera non segua un nuovo tentativo di sequestro, come già avvenuto per l’indagine sul caso Garlasco. 

Il provvedimento di oggi riguarda le indagini su presunte auto acquistate o vendute a prezzo di favore e presunte intercettazioni di comodo. È stato “totalmente annullato” di fronte “al vuoto pneumatico di indizi. In aula la stessa accusa ha ammesso che già dal luglio scorso la Guardia di finanza in un’informativa aveva scritto che il prezzo dell’auto non era di favore e che stato completamente pagato”.

L’avvocato sottolinea inoltre che “anche altri pm hanno usato lo stesso fornitore di intercettazioni o di auto civetta, ma per alcuni magistrati è come se fosse intervenuta “una ‘sanatoria’”. In sintesi, per Aiello “Venditti e il sistema Pavia sono strumentali alla partita di Garlasco”. Di questa partita si è ancora in attesa del secondo Riesame dopo che il primo ha disposto la restituzione di telefoni e pc all’ex magistrato.

Sui sequestri, domani la difesa dell’ex procuratore aggiunto presenterà alla gip di Brescia richiesta di incidente probatorio. Questo per poter definire parole chiare strettamente connesse al caso che vede Venditti come corrotto. Egli, infatti, in cambio di denaro avrebbe chiesto rapidamente nel 2017 l’archiviazione di Andrea Sempio, nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. 

Se Venditti viene definito dalla difesa “l’obiettivo mediato”, l’obiettivo finale è chiaro: “dire che l’assassino è innocente”. Nella vicenda Sempio “è tutto geneticamente modificato: non si è riusciti a revocare la sentenza della Cassazione e ora ci si vuole arrivare attraverso altri strumenti. Venditti indaga perché riceve documenti dalla Procura generale di Milano, fa la sua indagine e chiede l’archiviazione.

Il gip Lambertucci che archivia dice che è stato fatto più di quanto chiesto e dovuto di fronte all’inammissibilità della revisione decisa a Brescia e al vincolo del giudicato su Alberto Stasi“. Ora la Procura di Pavia si muove in autonomia “facendo qualcosa contro la procedura”, perché “né la Procura generale di Milano o Brescia ha chiesto un’iscrizione diversa” su un caso su cui c’è un colpevole. “Io – conclude il difensore Aiello – non sono contrario alla correzione dell’errore giudiziario quando lo si dimostri. È fondamentale quando si usano quelli che sono gli strumenti di legge, cioè la revisione”.