Lettera Empatica #19. Diventare selettivi è un bene o un male?

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“Cara Mariangela

ho circa trentacinque anni e i miei amici mi prendono in giro dicendomi che conduco una vita da sessantenne. Criticano il mio modo di trascorrere le mie serate o i rari momenti di tempo libero che mi riservo. Più di una volta mi hanno fatto sentire in colpa. Mi hanno giudicato solo perché a differenza loro “fare serata”, andare in giro per locali a bere non mi ispira più. Le poche volte che esco co loro oramai le ritengo una vera e propria perdita di tempo. Le loro chiacchiere futili sul calcio e i pettegolezzi su ragazze e coppie che conosciamo me le risparmierei volentieri.

Giacché il lavoro mi impegna molto durante le giornate, la sera la dedico alle mie passioni più grandi. Amo scrivere per un blog che si occupa di cinema. Mi fa stare bene guardare delle serie tv e recensirle per il blog. È vero, la mia vita sociale è ridotta. Ma perché uscire solo per raccontare di aver “fatto serata”?

A me il tempo libero piace dedicarlo a ciò che mi piace e mi fa star bene. Questo include le mie passioni. Sono troppo asociale e sbagliato? Stefano”.>

Caro Stefano,

non ti devi assolutamente ritenere sbagliato solo perché non ti piace “fare serata” e preferisci nel tuo tempo libero dedicarti alle tue passioni. Non permettere a nessuno di giudicarti per le tue scelte e per come impieghi le tue giornate, soprattutto il tuo tempo libero. Ognuno è libero di impiegarlo nel modo che ritiene giusto per sé, soprattutto in coerenza con ciò che si è. Con i propri ideali, desideri e aspirazioni.

Non è detto che ciò che piace ai tuoi amici deve necessariamente piacere a te o viceversa. Inoltre, non è detto che ciò che la maggior parte delle persone decide di fare solo perché lo fanno gli altri debba essere giusto, piacevole o utile. Ciò che importa è fare scelte coerenti e imparare ad ascoltarsi nel profondo. Bisogna capire cosa davvero fa per noi e ci permette di raggiungere un certo benessere. Questo tanto da riuscire ad abbracciare a pieno la tanto agognata felicità.

Tu dovresti ritenerti fortunato, caro Stefano, perché hai capito quali sono quelle passioni che ti fanno sentire vivo e per cui vale la pena impiegare il proprio tempo libero. Coltivare una passione, fare ciò che è in linea con ciò che siamo è di grande importanza. Risveglia il proprio lato più creativo e vitale. Rende di qualità il tempo perché non importa per quanto tempo ci si dedica ad un’attività. È importante quanto consentiamo alla linfa vitale che scorre dentro di Noi di esprimersi a pieno, “senza se e senza ma”.

Non ha senso uscire solo per compiacere gli altri. È inevitabile rendersi conto che quando si cresce si diventa selettivi e questo è davvero un bene. Significa imparare a fare scelte coerenti, a “saper dire di no”, a costruire confini netti tra sé e gli altri. È indispensabile per non sprecare tempo e per attirare a sé ciò che ci permette di essere noi stessi. È un modo per farsi del bene, per non tradirsi mai. Se quelli che riteniamo amici sono davvero tali, piuttosto che criticarci e puntarci il dito contro proveranno a comprenderci. Continueranno a sceglierci per quello che siamo davvero e non perché proviamo a compiacerli.

Essere selettivi aiuta tanto a capire se coloro che ci stanno a fianco sono persone che davvero ci tengono a noi.  Continua a fare ciò che senti e ciò che ti fa star bene senza dover conto a qualcuno. Le tue passioni potrebbero aiutarti ad attirarti persone nuove. Sei libero di condividerle senza paura di essere giudicato per esse.