Una statua di Trump tutta d’oro”Don Colossus” resta in fonderia



La statua monumentale di Donald Trump è pronta, ma un debito da 90 mila dollari blocca il trasferimento al Trump National Doral.



Non c’è pace per l’iconografia di Donald Trump, neanche quando è letteralmente ricoperta d’oro. Quella che doveva essere l’attrazione principale del Trump National Doral in Florida era una statua colossale alta oltre quattro metri e mezzo. Tuttavia, essa è attualmente “ostaggio” della burocrazia e di fatture non pagate in una fonderia dell’Ohio.

L’opera: Un colosso da 23,75 carati
Intitolata significativamente Don Colossus, l’opera porta la firma dello scultore Alan Cottrill.

La statua non è solo un omaggio alla figura del Presidente, ma una cristallizzazione di un momento storico preciso. Trump è raffigurato con il pugno destro alzato verso il cielo. Si tratta di un riferimento esplicito al gesto iconico compiuto durante l’attentato di Butler, in Pennsylvania, nel luglio 2024. Questo gesto è diventato simbolo della sua resilienza politica e personale.

Inizialmente concepita in bronzo, la scultura ha subito una trasformazione sfarzosa su richiesta esplicita dei finanziatori. L’intera superficie è stata infatti rivestita con una foglia d’oro a 23,75 carati. Questo rivestimento rende la statua un oggetto dal valore estetico e simbolico dirompente. Si presenta perfettamente in linea con l’estetica “luxury” che ha sempre contraddistinto il brand Trump.

Lo stallo: “Niente soldi, niente statua”
Nonostante lo splendore, i problemi sono nati dietro le quinte. Alan Cottrill è stato categorico con i media americani: la statua non si muoverà di un centimetro finché i conti non verranno saldati.

“I committenti mi devono ancora oltre 90 mila dollari e sanno benissimo che la statua non uscirà dalla fonderia finché non pagano”, ha dichiarato l’artista.

Secondo quanto emerso, la disputa riguarderebbe gli ultimi pagamenti relativi proprio alla complessa lavorazione della doratura e ai costi di stoccaggio. Al momento, il “Colosso” rimane dunque al sicuro (e al chiuso) in Ohio. Si trova lontano dai prati della Florida dove avrebbe dovuto svettare.

La vicenda di Don Colossus riflette, paradossalmente, la natura stessa del dibattito attorno alla figura di Trump: monumentale, preziosa per i sostenitori e spesso al centro di accese controversie legali o finanziarie.

Mentre i legali e i finanziatori cercano un accordo per sbloccare la situazione, l’opera resta un monumento silente a un’epoca politica senza precedenti.

Resta da vedere se il pugno d’oro di Trump riuscirà a varcare i cancelli del Doral prima che il tempo, o ulteriori ritardi nei pagamenti, ne offuschino il lustro.