Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha lanciato un monito chiaro a Donald Trump, sottolineando la necessità di un rapporto tra nazioni basato sul rispetto reciproco e sulla non ingerenza.
Durante il suo intervento a Nuova Delhi, il leader sudamericano ha ribadito che il mondo non può permettersi di scivolare in una nuova Guerra Fredda, esortando l’amministrazione statunitense a trattare tutti i Paesi con pari dignità, indipendentemente dal loro peso economico o militare.
Secondo Lula, la stabilità globale dipende dalla fine delle interferenze esterne nelle questioni sovrane degli Stati, un riferimento neanche troppo velato alle recenti tensioni diplomatiche e alle pressioni esercitate da Washington su diversi scenari internazionali. Il Brasile, nel suo ruolo di guida dei BRICS e di voce autorevole del Global South, rivendica un’autonomia strategica che non accetta diktat ideologici.
Lula ha evidenziato come la politica dei dazi e le minacce commerciali utilizzate da Trump non debbano diventare uno strumento di coercizione politica, ma che la cooperazione internazionale debba invece focalizzarsi su sfide comuni come il cambiamento climatico e la lotta alla fame. In un momento di forte polarizzazione, la posizione di Brasilia è quella di un multilateralismo pragmatico: dialogare con la Cina, con la Russia e con gli Stati Uniti senza dover sottostare a logiche di schieramento che ricordano i conflitti del passato.
Il messaggio rivolto alla Casa Bianca è dunque un invito a riconoscere la sovranità delle democrazie emergenti e a costruire un ordine mondiale dove il confronto diplomatico prevalga sempre sulla pretesa di egemonia.

