Iran ha annunciato di aver raggiunto un’intesa sulla figura che succederà ad Ali Khamenei come Guida Suprema della Repubblica Islamica.
La notizia arriva a soli otto giorni dall’inizio dell’operazione militare congiunta “Epic Fury”, condotta da Stati Uniti e Israele. Durante questa operazione, il leader iraniano è rimasto ucciso.
L’Assemblea degli Esperti è l’organo incaricato di nominare il vertice del potere religioso e politico del Paese. Essa avrebbe finalizzato la scelta a Qom.
Sebbene il nome non sia ancora stato reso pubblico ufficialmente, fonti vicine all’Ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri confermano che la continuità ideologica sarà il pilastro della nuova leadership. Tuttavia, il riconoscimento internazionale della nomina appare già compromesso.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto duramente sulla questione durante un’intervista alla CBS. Trump ha definito l’attuale leadership iraniana una “tigre di carta”. Inoltre, ha messo in dubbio la legittimità del nuovo successore:
“Nessun leader durerà a lungo senza la nostra approvazione. Stiamo vincendo questa guerra a livelli mai visti prima, la loro marina è sul fondo del mare e i loro missili sono ridotti in frantumi. Non permetteremo che scelgano un successore che continui il programma nucleare.”
Il presidente americano non ha escluso l’invio di forze speciali sul suolo iraniano. L’obiettivo specifico sarebbe mettere in sicurezza i siti nucleari e sequestrare l’uranio arricchito. Così facendo, intende evitare che la situazione si trascini per anni.
La giornata è stata segnata da un acceso scontro diplomatico riguardante il possibile coinvolgimento di nuovi attori regionali.
Alcuni media israeliani avevano diffuso la notizia di un attacco condotto dagli Emirati Arabi Uniti contro un impianto di desalinizzazione iraniano. Essi lo hanno definito il primo intervento militare diretto di Abu Dhabi nel conflitto.
La smentita è arrivata tempestivamente. Le autorità emiratine hanno bollato la notizia come “fake news”. Inoltre, hanno ribadito la volontà di non essere trascinati in un’escalation regionale. Tuttavia, hanno confermato il “pieno diritto” di difendere la propria sovranità nazionale dopo i recenti lanci di droni e missili iraniani. Questi missili hanno colpito diversi Paesi del Golfo.
Tra le dichiarazioni rilasciate da Trump nelle ultime ore, spiccano parole di forte apprezzamento per la Presidente del Consiglio italiana.
Nonostante la posizione ufficiale di Roma resti improntata alla cautela e alla ricerca di un dialogo diplomatico, Trump ha ribadito la solidità del rapporto personale con la premier:
“Giorgia Meloni è una mia amica e una grande leader. Cerca sempre di aiutare e sta facendo un lavoro incredibile.”
Queste dichiarazioni hanno tuttavia sollevato un polverone politico in Italia. Le opposizioni chiedono chiarimenti al governo su quale sia l’effettivo ruolo di “aiuto” evocato dal presidente statunitense nell’ambito del conflitto in corso.
Mentre a Teheran si attende l’ufficializzazione del nuovo leader, la Mezzaluna Rossa ha lanciato un allarme per il rischio di piogge acide sulla capitale. Secondo loro, la causa sono i raid che hanno colpito raffinerie e siti industriali. Sul fronte diplomatico, l’appello di Papa Leone XIV per un immediato cessate il fuoco rimane, al momento, inascoltato.
