Macron in Pressing Diplomatico: “La tregua deve includere il Libano”


L’ Eliseo accelera l’iniziativa diplomatica.

Nelle ultime ore, il Presidente francese Emmanuel Macron ha intensificato i contatti con i principali attori internazionali e regionali, ribadendo un concetto cardine per la strategia di Parigi:

qualsiasi accordo di cessate il fuoco non può limitarsi alla Striscia di Gaza, ma deve necessariamente estendersi al Libano.

Macron ha avuto colloqui telefonici distinti con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Questa doppia linea di comunicazione riflette il ruolo che la Francia cerca di ritagliarsi come mediatore capace di dialogare con blocchi contrapposti.

Il colloquio si è concentrato sulla necessità di una stabilità duratura. Macron ha cercato di allineare la visione francese con quella della nuova amministrazione statunitense, sottolineando che l’escalation al confine tra Israele e Libano rappresenta una minaccia sistemica per la sicurezza globale.

Al leader iraniano, Macron ha rivolto un appello alla moderazione, sollecitando Teheran a utilizzare la propria influenza su Hezbollah per favorire una de-escalation e porre fine agli attacchi transfrontalieri.

Secondo la presidenza francese, una tregua “credibile e duratura” non può prescindere da due pilastri fondamentali:

Il Paese dei Cedri, storicamente nell’orbita degli interessi diplomatici francesi, rischia il collasso. Macron ha insistito affinché la sovranità libanese sia garantita e che il territorio non diventi l’unico fronte attivo di un conflitto regionale.

Resta centrale il richiamo alla piena attuazione della **Risoluzione 1701**, che prevede il disarmo delle milizie e il dispiegamento esclusivo dell’esercito libanese e dei contingenti UNIFIL nel sud del Paese.

L’iniziativa di Macron arriva in un momento cruciale, mentre la comunità internazionale osserva con apprensione le manovre militari al confine settentrionale di Israele.

La Francia teme che una tregua parziale a Gaza possa semplicemente “spostare” il conflitto, lasciando il Libano in una condizione di guerra permanente.

“Non ci può essere stabilità in Medio Oriente se il Libano viene lasciato ai margini della soluzione diplomatica,” emerge dai corridoi dell’Eliseo.

Il messaggio di Parigi è chiaro: la pace deve essere integrale. Resta da vedere se le pressioni congiunte su Washington e Teheran riusciranno a trasformare questo auspicio in una realtà operativa sul campo.