Il lungo idillio tra Giorgia Meloni e Donald Trump sembra essere giunto al capolinea, trasformandosi in uno scontro diplomatico dai toni gelidi che segna una distanza ormai incolmabile tra Roma e il leader repubblicano.
Al centro della frattura non ci sono solo divergenze strategiche, ma un vero e proprio scontro di leadership che ha visto la Premier italiana passare da una cauta attesa a una condanna frontale.
Tutto è precipitato dopo l’ennesima uscita di Trump, che non ha risparmiato attacchi pesanti nemmeno al Papa. Inizialmente, Palazzo Chigi aveva scelto la via del silenzio e della riflessione, limitandosi a rilasciare frasi vaghe e generiche manifestazioni di solidarietà al Pontefice.
Tuttavia, con il passare delle ore, la posizione della Premier si è fatta netta: Meloni ha rotto gli indugi definendo le parole di Trump “inaccettabili”, schierandosi apertamente a difesa dell’autorità morale del Vaticano e segnando un punto di non ritorno nei rapporti con il Tycoon.
La replica di Trump non si è fatta attendere ed è arrivata con la consueta durezza attraverso le colonne del Corriere della Sera.
“Sono scioccato, su di lei mi sbagliavo”, ha dichiarato l’ex Presidente, accusando direttamente la Meloni di non avere il coraggio necessario per seguire la linea americana sull’Iran. Secondo Trump, la Premier si sarebbe dimostrata un partner inaffidabile, troppo timorosa per sostenere la strategia della massima pressione contro Teheran.
Questa reciproca accusa di “mancanza di coraggio” suggella la fine di quella che molti consideravano un’alleanza naturale.
Se da un lato Trump si sente tradito da quella che riteneva una sua fedele alleata in Europa, dall’altro Meloni ha scelto di rivendicare l’autonomia della politica estera italiana e la tutela delle proprie istituzioni religiose, anche a costo di sfidare l’uomo che potrebbe tornare alla Casa Bianca.
Persino le opposizioni, guidate da Elly Schlein, hanno dovuto riconoscere la gravità dell’attacco straniero, esprimendo ferma condanna per l’affondo di Trump.
Il risultato è un quadro nuovo: l’Italia si scopre più distante dal movimento MAGA, mentre la Meloni ribadisce che la difesa dell’interesse nazionale e del prestigio del Paese non è negoziabile, nemmeno di fronte ai vecchi amici.
