Nato, l’ex generale Pavel avverte: “L’Alleanza deve mostrare i denti alla Russia”

Petr Pavel durante una conferenza con bandiere Nato ed europee sullo sfondo in una grafica Breaking News di Italiani News dedicata alle tensioni tra Nato e Russia.

Il presidente ceco propone una linea più dura contro Mosca: “Abbattere chi viola lo spazio aereo Nato”

Il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel, ex generale della Nato ed ex presidente del Comitato militare dell’Alleanza Atlantica, torna ad alzare il livello dello scontro diplomatico con la Russia. In una lunga intervista rilasciata al Guardian, Pavel ha chiesto alla Nato di “mostrare i denti” di fronte alle continue provocazioni di Mosca sul fianco orientale europeo.

Secondo il presidente ceco, il Cremlino starebbe infatti testando la capacità di reazione dell’Alleanza attraverso azioni ibride e provocazioni calibrate appena sotto la soglia dell’Articolo 5, il principio cardine della difesa collettiva Nato.

“Mosca comprende solo il linguaggio della forza”

Pavel, che per anni ha partecipato alle riunioni del Consiglio Nato-Russia oggi sciolto, ha spiegato di aver iniziato già ai tempi dell’annessione della Crimea a nutrire forti timori non tanto per un’aggressione militare diretta contro un Paese Nato, quanto per una strategia fatta di provocazioni continue e destabilizzazione graduale.

“Mosca sfortunatamente non comprende la modalità aperta. Comprende soprattutto il linguaggio del potere, possibilmente accompagnato da azioni”, ha dichiarato.

Da qui la proposta più dura: in caso di nuove violazioni dello spazio aereo Nato, l’Alleanza dovrebbe valutare l’abbattimento di droni o velivoli coinvolti nelle operazioni provocatorie.

Un riferimento diretto ai recenti episodi nel Baltico, dove sistemi di disturbo elettronico russi avrebbero deviato droni ucraini verso aree sensibili dello spazio aereo Nato.

Guerra ibrida e pressione costante sull’Europa

Secondo Pavel, la Russia avrebbe ormai imparato perfettamente il funzionamento interno della Nato, sfruttandone i meccanismi decisionali lenti e la necessità di consenso tra gli alleati.

“Più noi lasciamo correre, più loro si spingono avanti”, ha avvertito il presidente ceco.

L’ex generale ha ricordato come i militari russi con cui dialogava negli anni del Consiglio Nato-Russia ironizzassero apertamente sulla presunta paralisi dell’Alleanza occidentale.

“Quando chiedevo spiegazioni sulle provocazioni nel Baltico o nel Mar Nero, rispondevano semplicemente: ‘Perché possiamo permettercelo’”.

Per Pavel, l’attuale atteggiamento del Cremlino rappresenta esattamente “il livello di comportamento che l’Occidente ha autorizzato negli anni”.

Le possibili contromisure: banche isolate e satelliti spenti

Tra le opzioni suggerite dal presidente ceco ci sarebbero anche misure asimmetriche e tecnologiche contro la Russia.

Pavel ha parlato apertamente della possibilità di:

  • isolare ulteriormente le banche russe dai sistemi finanziari internazionali;
  • colpire le infrastrutture di comunicazione;
  • spegnere i satelliti utilizzati dalla rete Internet russa.

Un approccio che punta a evitare vittime dirette ma allo stesso tempo a inviare un segnale forte e immediatamente percepibile dal Cremlino.

La Nato rischia di dividersi

Nel corso dell’intervista, Pavel ha anche espresso preoccupazione per le divisioni interne all’Alleanza Atlantica.

Secondo il presidente ceco, alcuni leader europei continuerebbero a preferire una soluzione diplomatica con Mosca nonostante, a suo dire, la Russia abbia già dimostrato di non essere interessata a un reale dialogo.

Il rischio, ha spiegato, è che la Nato finisca paralizzata proprio mentre Mosca intensifica le sue operazioni ibride ai confini orientali dell’Europa.

Nessun attacco diretto a Trump

Pur avendo recentemente accusato Donald Trump di aver “incrinato la credibilità della Nato più di quanto abbia fatto Putin in molti anni”, Pavel ha evitato questa volta uno scontro diretto con il presidente americano.

“Critiche dirette agli Stati Uniti non aiuterebbero in questo momento”, ha dichiarato.

Le parole del presidente ceco arrivano in una fase estremamente delicata per gli equilibri geopolitici europei, mentre cresce la tensione tra Nato e Russia sul fronte orientale e continuano le operazioni militari legate al conflitto in Ucraina.

Lo scontro politico interno in Repubblica Ceca

Parallelamente alla crisi internazionale, Pavel è impegnato anche in una delicata disputa costituzionale interna con l’ex premier populista Andrej Babiš, riguardo a chi debba rappresentare ufficialmente il Paese al prossimo vertice di Ankara.

Uno scontro che riflette le tensioni politiche presenti anche all’interno della stessa Repubblica Ceca sul rapporto con Mosca e sul ruolo della Nato nel nuovo scenario globale.