22 Maggio 2022

Disconnettersi: Il nuovo lusso.

Disconnettersi per ripartire.

In un mondo sempre più connesso come quello in cui viviamo tutti i giorni, il tempo per se stessi, privi di qualsiasi connessione che sia di tipo relazionale/tecnologica, rappresenta la nuova sfida, la nuova frontiera del 21esimo secolo.

Ma davvero è possibile farlo? O invece, si tratta solo di mera “utopia”?

Prima di rispondere a ciò, vediamo qual è la situazione attuale e perché è doveroso iniziare a porsi delle serie domande in merito.

Da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire la notte, siamo sempre più connessi.

Ma connessi con cosa? Possiamo rispondere a un email di lavoro h24, fare gli auguri di compleanno alla zia che vive in Germania, possiamo comprare il nostro modello preferito di scarpe e riceverlo a casa in due tre giorni.

Possiamo prenotare la vacanza dei sogni tramite un “click”, come anche dare la buonanotte al proprio genitore tramite “WhatsApp” (si succede, anche quando vivono nella stessa casa). Dalle cose più serie, a quelle più banali.

Ah ma quindi oggi ci parli di come la tecnologia sta rovinando la nostra vita, di come ci controllano, della privacy e quella roba li…

No, anche se sarebbe giusto farlo. Oggi il tema non è la tecnologia, ma la connessione. Stavo aggiungendo infatti, prima che mi interrompiate com’è vostro solito fare, che la connessione non riguarda solo la tecnologia.

Siamo sempre più collegati con i programmi televisivi “spazzatura”, con i gruppi di “cazzeggio”.

Ora andremo a ragionare assieme su un qualcosa che davvero mi ha fatto riflettere.

Sapete perché il nostro mondo sta andando alla rovina? Si Manuel perché c’è il cambiamento climatico, i ghiacciai, troppo inquinamento, troppe persone rispetto alle risorse a disposizione ecc. Si bravi, giusto! Ma c’è un altro fatto determinante.

Si chiama Caos. E quindi, da cosa deriva il Caos? Il caos deriva da tutti noi. Non deriva dal traffico della macchina, dal rumore negli stadi. La maggior parte delle persone vive nel caos perché è sempre più connessa con tutti, tranne che con se stessa/o, ovvero con la cosa più importante.

Sapete qual è una delle paure più diffuse nella società odierna? La “Monofobia“, nonché la paura di stare da soli. Ci avete mai fatto caso o no? Le persone HANNO PAURA di stare da sole. Vanno letteralmente in panico quando possono ritagliarsi spazi per loro stesse.

La gente fa di tutto per essere sempre più impegnata!

Lavoro, corsi, figli, video interviste, serie tv, obbiettivi, scadenza, orari, sport, appuntamenti.

Vi rendete conto che le persone vanno in PANICO quando hanno del tempo per loro stessi, quando sono in solitudine.

Voi ci scherzate, ma tantissimi psicoterapeuti raccontano questo ogni giorno.

Ma perché tutto questo? In parte non è neanche colpa nostra. Nel senso che il mondo, ci inonda sempre di più, ogni singolo giorno, di una quantità infinita di stimoli.

“Pensa a questo, sei in ritardo fai questo, guarda perché tu questo.” Questo purtroppo deriva anche dalla coltura in cui viviamo, da un sistema sempre più volto all’iperproduttività, e al “multi-tasking”.

Dalla scuola, al posto di lavoro, fino in casa.

Tutti noi, indipendentemente da dove siamo, siamo martellati da stimoli. (Guardate articolo qui sotto, dove avevo già accennato il discorso) https://italianinews.com/2021/10/18/iperproduttivita-sicuri-sia-la-scelta-giusta/

Ah quindi Manuel non dobbiamo fare più niente. Ritirarci su un monte tibetano e fare quelle cose “strane” tipo OOOOOM!

Avete perso anche a questo giro un’occasione per stare zitti. NO!

Sto semplicemente dicendo che dobbiamo iniziare a capire che se iniziamo a diventare accondiscendi rispetto a tutti gli stimoli che la vita frenetica ci offre ogni giorno, diventiamo pazzi!

Ma perché questi stimoli continui rappresentano un problema per noi? Vi faccio un esempio che vede sempre più spesso.

Non ci ricordiamo dove abbiamo messo le chiavi, dove abbiamo parcheggiato la macchina, dimentichiamo addirittura i bambini in macchina. Perché questo? Perché siamo sempre più distratti da tutto, con la testa tra le nuvole. Poco lucidi sul presente e sulle cose che stiamo facendo ora.

La connessione continua causa un sovraccarico di pensieri, stimoli e informazioni per il nostro cervello, causando dei TILT frequenti.

Vi rendete conto delle problematiche che crea la connettività smisurata?

Ma non è finita qua, andiamo ancora più in verticale. Il nostro cervello, seppur autore di opere cose meravigliose, può contenere un numero definito d’informazioni contemporaneamente.

Ogni compito aggiuntivo, risulta un superlavoro per la nostra memoria.

Facendo quindi, molte cose assieme allo stesso tempo, il nostro cervello si satura molto velocemente. Vi rendete conto? La maggior parte delle persone, fa lavorare il proprio cervello ogni giorno oltre il limite.

È come un lavoratore che ogni giorno fa uno straordinario di tre quatto cinque ore. E inevitabilmente, si arriva a un punto in cui non e più sostenibile andare avanti. Il lavoratore si ferma e si licenzia, il nostro corpo invece, come reagisce?

Attacchi di panico, ansia smisurata, stress continuo. Tutto questo protratto nel tempo crea malattie mentali, psichiche e cardiovascolari. Tutti questi stimoli, ci fanno rendono completamente schiavi della vita e del tempo.

Uno studio americano ha preso in esame 100 partecipanti. Tramite varie interviste, è emerso che l’83% (8 su 10) dei partecipanti, ha affermato che l’aumento del ritmo delle giornate, causando uno stile di vita moderno sempre più frenetico, ha fatto si che la percezione del tempo risultasse diversa rispetto agli anni ’90.

Difatti, queste persone affermano che il tempo passa sembra passere più’ velocemente rispetto a prima, con troppe cose a cui pensare.

Mentre un tempo, avevamo più tempo e la vita scorreva più “lentamente” e aggiungo io, più “naturalmente”. Tutto questo quindi, non può che riflettersi negativamente su ogni aerea della vostra vita.

QUINDI CHE DOBBIAMO FARE? Semplicemente stare da soli. Ricordatevi che le cose più semplici, solo le migliori.

Non abbiate paura della solitudine. In realtà, è un dono pazzesco. E vi dirò di più. La vera crescita è stare con se stessi.

Oramai si parla da anni del fenomeno della meditazione. È una tecnica che molti usano. In realtà la maggior parte delle persone non ha ancora capito cosa vuol dire nel pratico. Purtroppo là fuori, molti la vendono per una cosa che non è.

Fidatevi di me, e mettete in pratica ciò che io prima di voi ho applicato nella mia vita.

ESERCIZIO PRATICO:

Ritagliatevi uno spazio per voi stessi. Almeno una due ore al giorno. Cercate di lasciare andare i pensieri.

Io per esempio, mi prendo nel tardo pomeriggio, verso le 17:00, un’oretta libera nel quale vado a farmi una passeggiata nel bosco vicino a casa mia, dove prego e sono grato alla vita per quello che ho.

La natura ha un potere immenso sulla nostra psiche. Mi connetto SOLO con me stesso e il creato. E io vi posso assicurare, che tutte le volte che ritorno a casa, mi sento rinato. È come se prendessi ossigeno, dopo una giornata di “sopravvivenza.” Qualsiasi cosa mi sia successa, anche la più brutta durante una giornata, l’incontro con me stesso e la solitudine, mi danno modo di ricaricare completamente le pile. Riparto con entusiasmo, amore e sorriso.

C’è invece, chi preferisce stare a casa isolato in cameretta, mentre si ascolta musica rilassante e affoga i suoi pensieri del mondo.

Fate quello che volete, potete seguire o me, o trovare la vostra tecnica.

L’importante che OGNI giorno abbiate a cura come impegno inderogabile, di prendere tempo per voi stessi.

Senza distrazioni, telefonini, moglie e marito. Voi e voi soltanto. Vedrete, che già nel brevissimo termine, la vostra vita cambierà completamente.

Grazie per avermi seguito e sopportato anche oggi 🙂

Alla prossima e come sempre, al vostro successo.